Alimentazione e salute: Ferro e sviluppo cognitivo

L’organismo umano contiene circa 3-4 g di ferro sotto forma di ferro emico Fe2+ (ione ferroso) e di ferro non-emico Fe3+ (ione ferrico). Il ferro contribuisce allo sviluppo cognitivo dei bambini fino a 3 anni. E’ quanto afferma l’Efsa (Autorita’ europea per la sicurezza dei prodotti alimentari) che ha stabilito un rapporto di causa ed effetto tra l’assunzione di ferro e normale sviluppo cognitivo. Il ferro, oltre che essere componente di enzimi, svolge l’importante funzione legata al trasporto di ossigeno nel sangue. I sintomi da carenza cognitivi, osservati nei soggetti con carenza di ferro, implicano deficit dell’attenzione, della velocità delle percezioni, della memoria e della fluidita’ verbale. I fabbisogni quotidiani di ferro dipendono dall’eta’ e dal sesso. Il ferro e’ presente nei prodotti di origine animale e vegetale. Nell’intestino il ferro assorbito da fonti animali e’ tra il 10 e il 35% mentre e’ tra il 2 e il 10% per quello proveniente dai vegetali.
L’assorbimento del ferro è inibito da ipocloridria (diminuzione della concentrazione di acido cloridrico a livello gastrico) e aumento del pH gastrico (tipica l’anemia ferro-priva dell’anziano con ipo o acloridria) e dalla presenza di fitati, ossalati, fosfati contenuti nei vegetali, che con il ferro formano complessi insolubili, da caffè e tè. Secondo le tabelle della LARN (Livelli di Assunzione Giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana) il fabbisogno quotidiano di ferro per l’uomo ammonta a 10mg mentre per la donna sale a 18mg. Normalmente una dieta adeguata compensa l’eliminazione del ferro ed il bilancio viene mantenuto in equilibrio, grazie alle riserve ed alla regolazione di assorbimento ed eliminazione.

Fonti varie: Aduc – MyHealt, altri…

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