Il casco ed il ciclismo, perché indossarlo sempre

Il casco protettivo è un obbligo per i corridori professionisti, dal 2006. Il primo ad indossarlo è stato Fausto Coppi. Un noto ciclista francese, quale Jean Robic, indossava il casco e veniva etichettato con “testa di vetro”, proprio per la sua abitudine – allora considerata una cosa buffa – di indossarlo. A quel tempo il casco era molto diverso da quello che intendiamo oggi, poiché costituito da una struttura composta da strisce di cuoio rinforzato disposte parallelamente sulla testa.

Caschetto inseparabile per Antonio Maspes, il mito del Velodromo Vigorelli di Milano, sette ori mondiali tra gli anni ’50 e ’60. Francesco Moser utilizzò invece un casco aerodinamico per battere il record dell’ora di Eddy Merckx nel 1984.

Dal 2006 l’obbligo di indossare il casco è permanente per i professionisti, ma questa norma è importante per tutti i ciclisti che praticano questo sport.

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