Ciclismo, Analisi biomeccanica della pedalata

L’analisi dei muscoli che intervengono nella pedalata rileva che le contrazioni sono prevalentemente concentriche. L’attività dei flessori plantari durante la prima fase (fino a 90°) è invece chiaramente eccentrica.

Il fatto che sussista una variabilità piuttosto ampia, oltre che a diversità di tecniche di rilevamento, è dovuta anche all’attivazione di muscoli differenti, variando la frequenza di pedalate.
La pedalata può essere di punta o di piatto; ciò è determinato dalla diversità interindividuale associata alla posizione della caviglia durante la pedalata.
Più la caviglia sarà in grado di avvicinarsi alla scioltezza e all’ agilità del polso, più il movimento di pedalata sarà fluido ed efficiente; a tal proposito risultano indispensabili opportuni esercizi ginnici, mirati a migliorare il la flessibilità della caviglia.
La maggior parte della potenza applicata dal ciclista, viene scaricata sui pedali tra i 60° e i 120°.
È stato constatato che una frequenza di pedalata più elevata è anche più economica. Il corridore che durante una gara utilizza rapporti maggiori rispetto agli altri e diminuisce quindi la frequenza di pedalata, riduce anche le sue capacita fisiche, a causa di una maggiore sensazione di affaticamento che lo assale. Normalmente un ciclista professionista che deve coprire lunghe distanze mantiene un numero di pedalate al minuto che oscilla tra 90 e 100. in pista, invece, la frequenza è più alta: tra 120 e 150 pedalate al minuto).

FONTE

Pubblicazione contenuti. Per inviare notizie e articoli con foto e /o video, utilizzare la mail: ridersbiker@gmail.com. Per controversie sui contenuti del sito web, rivolgersi sempre al nostro consulente legale Avv. Simone Valenti di Firenze.

Lascia un commento