[Strada – bdc] Ciclismo: i vantaggi dello stare a ruota

L’attrito subito dal ciclista si compone di tre elementi: trasmissione, rotolamento, aria. Si evince che l’attrito dell’aria cresce al quadrato dell’aumento della velocità, ed è la resistenza quella da superare. La formula per il calcolo della resistenza dell’aria è la seguente: attrito per aerodinamica. Gli studi aerodinamici svolti da diversi tecnici del settore, hanno mostrato che il ciclista è responsabile di circa il 75% dell’attrito dell’aria e la sua bicicletta del restante 25 %. Alcuni ricercatori sostengono che il fatto di dotare una bicicletta di un profilo aerodinamico ha senso per velocità superiori a 50 km/h(1). Ci sono tecniche per riuscire a impattare contro l’aria in modo più aerodinamico; una di queste è stare “in scia”; il metodo risulta vantaggioso grazie all’area di bassa pressione che si viene a creare dietro ad un ciclista in movimento; si crea un “vuoto” d’aria dove la pressione frontale risulta inferiore rispetto a condizioni normali. Stare a ruota quindi paga, ma in particolar modo i benefici della scia si fanno sentire in pianura e in discesa, dal momento che, la velocità è più elevata e le particelle d’aria che sbattono contro l’area frontale del ciclista costituiscono un ostacolo ancora maggiore. Se poi ci aggiungiamo il vento contrario, la resistenza aumenterà ancora poiché la velocità del vento andrà sommata a quella effettiva su strada. La velocità del mezzo sommata e quella del vento contrario sono quindi proporzionali alla resistenza che l’aria oppone al ciclista; la relazione che le lega è di tipo quadratico, cioè la resistenza aerodinamica aumenta con il quadrato della velocità.(2)

Fonte 1

Fonte 2

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