[Firenze in bici] Arte & Cultura: Il Giardino Torrigiani

Seconda tappa. Andiamo in Via dei Serragli, 144 per visitare il Giardino Torrigiani. Con i suoi quasi 7 ettari, il Giardino privato è il più grande d’Europa, all’interno della cinta muraria di una città. Il giardino, così come lo vediamo oggi, è stato voluto dal Marchese Pietro Torrigiani il quale, nell’Ottocento, ne affidò la ristrutturazione all’architetto Luigi de Cambray Digny.

Fu proprio costui, pur nel rispetto della vocazione paesaggistica del giardino, a disegnare al suo interno un itinerario romantico-sentimentale di simbologie legate alla massoneria a cui, sia lui che il marchese, erano affiliati.

L’itinerario conduce il visitatore dal cupo “bosco sacro”, dove si trova il Sepolcreto, simbolo della fugacità della vita terrena, fino al Tempietto dell’Arcadia, simbolo di una felice vita pastorale.

Tutto il percorso si snoda tra vialetti, colline e prati, in una simbolica e ideale ascesa dell’uomo verso miglior vita.

È una delle poche grandi aree verdi, ancora superstiti all’interno delle mura, in stato di conservazione ottimale e costituisce un esempio tipico dello stile romantico che contrassegnò i giardini all’inizio dell’Ottocento. Già nel XVI secolo esisteva una proprietà Torrigiani nella zona detta “il Campuccio”.

La storia di questo giardino è importante, non solo da un punto di vista architettonico, ma anche da quello botanico, testimoniato dalla presenza di vecchie e nuove serre, limonaie, tepidari, oltre ad un gran numero di piante.

Nel 1839 venne redatto da A. Pucci un inventario delle essenze in cui risultava che erano presenti 5.500 piante in vaso (ananas, camelie, rododendri, agrumi, ecc.) e oltre 13.000 piante in terra tra cui alberi da frutto, magnolie, pini e cipressi.

Alla fine del XVIII secolo, con l’estinzione della famiglia, l’eredità del cardinale Ludovico Maria Torriggiani passò al pronipote Pietro Guadagni che assunse allora il nome dello zio e nella piccola proprietà del Campuccio iniziò la costruzione del giardino. Fra il 1802 e il 1817 con successivi acquisti, il nuovo marchese Torrigiani ampliò la proprietà, che da via del Campuccio si estendeva fin a via dei Serragli, alle mura, all’attuale Piazza Tasso, raggiungendo una superficie di circa dieci ettari. FONTE

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NOTE STORICHE

L’incarico di progettare il grandioso giardino fu dato a Luigi Cambray Digny (1813-1814), al quale subentrò il giovane Gaetano Baccani. Fu così realizzato un parco all’inglese, ricco di suggestioni legate al mondo dell’Arcadia e soprattutto alla simbologia della massoneria, della quale faceva parte il marchese Pietro Torrigiani.

La presenza delle mura della cinta arnolfiana servì a movimentare il progetto, il quale fu caratterizzato da una ricchezza di piccoli edifici, statue e particolarità botaniche tanto da meritare, poco dopo la sua creazione, di “una guida ad uso dei visitatori”. La guida citava oltre trenta punti di interesse, fra i quali l’ipogeo, la grotta di Merlino, la giostra coperta, il giardino degli agrumi e dei fiori, la cavallerizza, l’arcadia, il romitorio, il gymnasium, la grande torre, l’uccelliera, la limonaia, il torrente col magnifico ponte.

Sempre alla fine dell’Ottocento, presso il grande prato del Giardino Torrigiani, si tenevano allenamenti e venivano disputati incontri privati di football ospitando esponenti dell’aristocrazia fiorentina e delle famiglie inglesi che si erano trasferite a Firenze nel XIX secolo. Proprio grazie a Pietro Torrigiani venne infatti fondato il Florence Football Club, la società calcistica più antica di Firenze, che ebbe nell’allora sindaco di Firenze, figura di spicco della politica fiorentina, il suo primo presidente. Oggi il giardino non è così ricco di opere d’arte, tuttavia l’ambiente è rimasto ben conservato ed è uno dei giardini all’inglese più significativi di Firenze. (Wikipedia)

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