[Firenze in bici] Arte & Cultura: Palazzo Roffia

Prima tappa del nostro tour è un edificio monumentale poco noto a turisti e fiorentini, situato in Borgo Pinti 13, esattamente all’altezza dell’incrocio con Via di Mezzo. Il palazzo deve il suo nome alla famiglia Roffia, che qui ebbe la sua residenza fino alla fine del XIX secolo.

L’edificio conserva la linea dell’architettura tradizionale cinquecentesca.
Soltanto il portale, con lo stemma dei Roffia, presenta una certa originalità decorativa ed una novità assoluta nell’architettura fiorentina: il balcone in ferro battuto, primo esempio d’un elemento fino allora imprevisto e dopo allora malvisto a Firenze.

Alla fine dell’Ottocento il palazzo divenne di proprietà della famiglia Magherini-Graziani.

Fu Gianni Andrea Magherini-Graziani a legare il nome della sua famiglia a quello della massoneria fiorentina diventando Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia.

L’interno del Palazzo racchiude un tesoro: la bellissima, quanto misteriosa “Stanza delle Virtù, Vizi e Arti” al cui interno, tra le tante allegorie, troneggia la personificazione dell’Architettura, posta in una posizione di assoluto predominio, che alluderebbe alla Massoneria stessa.

Il palazzo è visitabile solo esternamente.

Fonte

NOTA STORICA
La famiglia Roffia arrivò in città nel 1646 da San Miniato e comprò un’antica casa della famiglia Monaldi-Bandinelli. In seguito si dedicò all’edificazione del palazzo attuale, grazie anche all’acquisto di una serie di proprietà confinanti che allargarono la superficie disponibile.

L’architetto che venne arruolato fu Giovan Battista Foggini, che realizzò una facciata secondo uno stile prettamente cinquecentesco (finestre inginocchiate con timpani tondeggianti spezzati e valve al centro, e due file di finestre su cornici marcapiano (con timpani trinagolari e semicircolari alternati al primo piano e con architravi sporgenti al secondo) e un ornato cornicione. Più originale è il portale, ma soprattutto per quanto riguarda il balcone centrale, che è considerato il più antico balcone con balaustra in ferro battuto a Firenze. Al centro della facciata si trova un stemma Roffia.

L’interno del palazzo venne decorato a più riprese. Verso il 1704 venne decorato il salone centrale con scene di finte architetture e rovine, con quadrature di Rinaldo Botti. In questa sala si trovano due stemmi matrimoniali che hanno permesso di circoscrivere la datazione: uno Roffia-Adimari Morelli e uno Chierici-Mari.

Dopo la famiglia Roffia il palazzo era passato infatti ai Morelli, ai Graziani-Libri, ai Magherini-Graziani (fine del XIX secolo).

Gianni Andrea Magherini-Graziani fu un personaggio singolare che fu Gran Maestro della Loggia d’Italia e tenne le riunioni massoniche dei Liberi Muratori nel palazzo. Fu un soggetto molto originale e alla fine venne diseredato, facendo passare il palazzo a sua sorella, maritata Mels-Colloredo. Ella comunque decise di riprendere la continuità del palazzo, dando il piano nobile in affitto alla Gran Loggia d’Italia, che tutt’ora vi si raduna.

(Fonte: WIKIMAPIA)

1 commento in “[Firenze in bici] Arte & Cultura: Palazzo Roffia”

  1. Interessante iniziativa, la consiglio a chi ha una city bike e vuol conoscere Firenze. Per una guida, state attenti a chi vi affidate. Io e mio marito siamo incappati in una nel centro storico che hanno anche un team sportivo. Noleggio biciclette costoso e le stesse non sempre sono pulite e funzionanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.