Il cioccolato al tempo del Granducato di Toscana

L´uso del cioccolato in Italia inizia con Cosimo III dei Medici, Granduca di Toscana, che “duellò” nelle corti d´Europa con il re di Spagna, per affermare la ricetta più buona e particolare della “cioccolata in tazza”. Il primo tentativo di “marketing diplomatico” per portare l´immagine fiorentina oltralpe. Il cioccolato in tazza di Cosimo III era stato elaborato in una ricetta segreta dal medico e scienziato di corte Francesco Redi, medico aretino, il quale svolse in modo continuo il ruolo di scienziato e di cortigiano seguendo due granduchi, Ferdinando II e Cosimo III; Redi, per 30 anni svolse le funzioni di Archiatra, confidente e medico personale dei granduchi, seguendo i regnanti in tutte le loro residenze della Toscana e raccogliendo tutte le loro confidenze. Nella spezieria di corte creò per Cosimo la “squisita gentilezza”, la famosa “Cioccolata al gelsomino”.
Francesco Redi era solito ogni anno soggiornare 50 o 60 giorni a Livorno, dove il granduca aveva messo a disposizione un laboratorio dentro la Fortezza vecchia del porto, ma lo scienziato amava soggiornare a casa dell´amico “speziale” livornese Diacinto Cestoni.
Oggi pensando romanticamente al “primo” cioccolato toscano, immaginiamo Redi che, scrutando l´orizzonte dalla Fortezza vecchia di Livorno, avvista le navi che a breve avrebbero scaricato casse ricolme di fave di cacao, e presi da un raptus di gola culinaria, corriamo a prepararci “la cioccolata al gelsomino”, che oggi per fortuna non è più una ricetta segreta destinata a pochi mortali, ma è per tutti.ù

Eccovi la ricetta originale :
“………Piglia caccao torrefatto, e ripulito e stritolato grossolanamente libbre 10.
Gelsomini freschi sufficienti da mescolare con detto caccao, facendo strato sopra strato in una scatola o in altro arnese, e si lasciano stare per 24 ore, e poi si levano e si tornano a mettere altrettanti in esso caccao,facendo strato sopra strato come prima; e così ogni 24 ore si mettano gelsomini freschi per 10 volte. Poi piglia zucchero bianco buono asciutto libbre 8. Vaniglie perfette once 3. Cannella fina perfetta once 6. Ambra grigia scrupoli 2 e secondo l´arte si fa il cioccolate…….”

Tratto da Omnibus 7, pagg. 16

Fonte: Vittorio Carassali

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