[Inchiesta] Quanto costa un mondiale di ciclismo ?

La risposta la possiamo cercare nei conti di Mendrisio 2009 oppure di Geelong 2010 o di Copenhagen 2011 o di Valkemburg 2012. Mendrisio, ad esempio: a due passi dall’Italia. Spese comparabili alle nostre, pubblico previsto simile. Il mondiale è costato IN TUTTO 13 MILIONI di franchi svizzeri, ovvero circa 11 MILIONI di euro al cambio attuale. Il 65 per cento veniva da istituzioni pubbliche cantonali, il 20 per cento dagli sponsor, il resto da biglietti, marketing, hospitality e altro. Notate che la spesa per messa in sicurezza e asfaltatura delle strade ammontava a due milioni di franchi, circa un milione e mezzo di euro. La gestione ha comportato un avanzo di centomila euro, restituiti alla comunità locale a Mondiali finiti. Siamo stati a Mendrisio per una settimana durante le gare: si è trattato di un mondiale bello, ben organizzato, a misura d’uomo. Da quanto sappiamo, Copenhagen e Geelong sono costati addirittura meno della Svizzera e Valkenburg una cifra analoga.

A questo punto entra in ballo Toscana 2013, che viene dopo la misteriosa (parliamo dei fondi) gestione di Varese 2008, dove oltre settanta milioni di euro sono stati inghiottiti in una sorta di buco nero di cui si è interessata anche la magistratura.

Firenze è il primo mondiale della storia in Toscana, culla del ciclismo. E ben venga. Ma parliamo di costi, di quei costi che nessuno fino adesso ha avuto il coraggio di mostrare apertamente alla cittadinanza. Costi che però sono schematizzati nei vari bollettini e gazzette ufficiali, formalmente deliberati, ancora oggi disperatamente cercati. Quei conti li abbiamo trovati.

Per capire come un Mondiale di ciclismo si trasformi in un pozzo senza fondo bisogna guardare all’«accordo di programma» del 2011 (l’assegnazione da parte dell’Uci è del settembre 2010), tra Regione Toscana, province di Firenze, Lucca, Pistoia, Prato e comuni di Fiesole, Firenze, Lucca, Montecatini e Pistoia. Sì, perché mentre ovunque nel mondo un mondiale di ciclismo è un circuito unico con eventuale variante per la cronometro, in Toscana si parla di «mondiale diffuso» per coinvolgere tutta la regione e «moltiplicare gli effetti del volano sul turismo».

Bene, l’accordo di programma istituisce un Gruppo Tecnico Istituzionale e questo gruppo misura i percorsi e stima i costi (pubblici) per sole opere esterne nella cifra di

157 milioni 244.090,15 euro.

Quanto? 157 MILIONI DI EURO, suddivisi in 71 milioni di interventi fondamentali e 86 di interventi di completamento. Ovvero una cifra con cui in Svizzera avrebbero fatto QUINDICI EDIZIONI dei mondiali.

Il 23 giugno 2011, con questo preventivo in mano (e immaginiamo con un pizzico di vergogna nel cuore) il gruppo si presenta dal «Governo nella persona del Ministro Ferruccio Fazio». All’epoca Fazio reggeva il dicastero della Salute, a che titolo incontrasse Firenze per parlare di ciclismo non è chiaro. In ogni caso il Comitato registra che:

«a fronte delle richieste economiche avanzate non sono state date dal ministro certezze sui finanziamenti statali e/o deroghe sul patto di stabilità».

Verrebbe da dire: e ci mancherebbe altro. Fossero andati da Monti oggi, i toscani sarebbero stati scaraventati fuori dalla finestra.

Prima botta per il Comitato. Che lo induce a «mettere in secondo piano, almeno in questa fase, gli interventi di completamento»

E per concentrarsi su cosa, con i 71 MILIONI DI EURO rimanenti? Sulle asfaltature e sull’eliminazione di ostacoli lungo il tracciato di gara! Fateci capire: 71 MILIONI DI EURO per asfalto e rimozione ostacoli? Esatto.

Da spendere per cosa? Beh, secondo i piani redatti immaginiamo dai geometri locali, ci sono da rifare un minimo di un milione 373.763,93 metri quadrati di asfalto, che equivalgono – solo per dare un’idea – a scarificare e riasfaltare un quadrato di 37 kilometri per lato.

Abbreviamo la storia. Anche i 71 milioni (che secondo gli organizzatori sarebbero frutto di «un lungo processo di affinamento e revisione al ribasso del budget per i lavori minimi di asfaltature e messa in sicurezza») non si trovano e si deve scendere alla «modica» cifra di 49 milioni 718.088,21 euro.

Attenzione, però: siccome la cifra è «largamente insufficiente alla necessità effettive» il gruppo tecnico ipotizza di «scarificare e risanare il binder (alias bitume, ndr) su metà della superficie del percorso (in larghezza!!!, ndr) e risanare il pavimento di usura su tutta la superficie. Insomma si fa un lavoro a metà: metà bene, metà come viene.

Attenzione, però: i quasi cinquanta milioni di euro non si trovano, il Governo pochi giorni fa risponde «non se ne parla proprio» alla richiesta di fondi statali e quindi la cifra in ballo resta ferma ai 32 milioni 601.035 euro stanziati dagli enti locali. In Svizzera ci avrebbero fatto comunque TRE MONDIALI da noi, come scrive la Direzione Servizi Tecnici del Comune di Firenze ,i 32 milioni:

«vanno impiegati con parsimonia, limitatamente al risanamento delle singole anomalie per raggiungere il livello di sicurezza minimo necessario a garantire lo svolgimento delle singole corse. … E’ facilmente intuibile che (i finanziamenti mancanti) garantirebbero quel risanamento profondo e integrale che garantisce una omogeneità delle stabilita della pavimentazione che un risanamento così detto «a toppe non riesce proprio a dare».

Traduciamo. Toscana 2013 ha fino adesso trovato SOLO 32 milioni di euro per le strade. Difficilmente ne troverà altri, anzi, già è tanto se riesce a incassare questi. E li userà per «risanare a toppe» gli infiniti circuiti del mondiale che – unico nella storia – ha una lunga serie di partenze e strade diverse, nate, si capisce, per distribuire a pioggia le (presunte) ricadute su questo o quell’ente. Insomma, il concetto è chiaro: il mondiale non ha nulla a che vedere col ciclismo, è solo un modo per trovare e spendere soldi per le strade. E solo per le strade dove passano i mondiali.

L’unica “opera definitiva” a favore del ciclismo prevista, il Ciclodromo di Ponte Buggianese, messo a bilancio con un costo di due milioni di euro (buffo perché a capitolato i ciclodromi italiani costano da 80 a massimo 800 mila euro), quasi sicuramente non verrà realizzato e i fondi risparmiati ripartiti tra le singole amministrazioni per… asfaltare.

Domande ce ne sono mille. Perché questa follia? Perché nel 2011 nessuno ha pensato a un progetto a basso impatto e basso costo basato su un circuito unico? Perché nella libera stampa italiana e toscana nessuna voce si leva per chiedere chiarezza sui costi e contestare questo modo di fare ma si limita a pubblicare i comunicati stampa “bulgari” degli organizzatori? Che ne pensaMatteo Renzi, che da questa storia sembra tenersi lontanissimo? Quali sono i costi «accessori» e non contabilizzati rispetto a questi, compresi quelli delle famose «spedizioni estere» del Comitato Organizzatore e a quanto ammontano i compensi del “board” direttoriale, composto ricordiamolo, da Renato Di Rocco (presidente), dai suoi vice (Angelo Zomegnan e Renato De Virgilis), dal general manager Claudio Rossi e da tanti altri?

Gli appalti per i lavori partono questo mese. I documenti ufficiali di cui parliamo li potete scaricare QUI. C’è ancora tempo per fermare questo scempio, per esigere da chi organizza con soldi pubblici i doverosi chiarimenti. Per incazzarsi di brutto di dover vivere in un Paese come il nostro.

(Inchiesta sulla FONTE originale)

Nota

Il motivo di questa pubblicazione è inerente ad alcuni fatti accaduti, in primis un comportamento anomalo da parte di alcuni soggetti; tra questi la direttrice di una agenzia di cicloturismo in Toscana, a Firenze, la quale ha scritto (si ha proprio scritto) delle offese alla nostra agenzia di stampa.

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