La bicicletta come strumento di integrazione sociale e di perequazione  economica

Le politiche a favore della bicicletta hanno ragioni di equità sociale. Le persone più povere usano maggiormente la bicicletta. Una delle ragioni che spinge all’uso della bicicletta è la necessità di risparmiare: lo sviluppo della mobilità ciclistica, attraverso molteplici forme di sostegno ed incentivi, migliorando le condizioni per l’uso della bicicletta contribuisce ad una maggiore equità sociale, in quanto favorisce le persone che usano la bicicletta per questioni di basso reddito. 
La bicicletta, non consumando carburante, non ha costi di esercizio, se non quelli relativi alla manutenzione, che può essere fatta in modo autonomo.
Il ciclista non paga carburante e nemmeno deve sostenere costi per il trasporto pubblico. In una società in cui una parte significativa della popolazione si trova nella categoria dei poveri e altri vicini a questa soglia, dove vi è un numero crescente di cittadini stranieri con redditi bassi e variabili e con esigenza di risparmiare, le politiche di sostegno all’uso della bicicletta rappresentano una forma per aiutare una maggiore equità sociale ed economica.
L’acquisto, la manutenzione e l’uso della bicicletta richiedono un capitale minimo – inferiore a quello per l’acquisto di un telefono cellulare – che quasi tutti possono avere. Il ciclista rispetto all’automobilista fa risparmiare la società e le imprese: se si pensa al risparmio si può realizzare (specie le imprese e le istituzioni) nel dover predisporre un minor numero di posti auto, si comprende facilmente l’interesse a incentivare l’uso della bicicletta tra i cittadini, i dipendenti e i frequentatori di luoghi di attrazione.

fonte: Regione Toscana

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