[Musica] Adrenalina Freeride

La musica in bici non è mai consigliata, però possiamo ascoltarla per attivare l’adrenalina prima di ogni uscita, oppure durante le sessioni di allenamento in palestra o sui rulli, ed ogni qualvolta ci sentiamo un pò scarichi, e sotto stress. Lo studio delle effettive capacità terapeutiche della musica (musicoterapia) è solo agli inizi. Studi recenti hanno dimostrato un ruolo della musica nel recupero metabolico dallo stress, nella motilità gastrica ed intestinale, nella modulazione dei sintomi gastrointestinali legati al cancro, e nell’aumento del metabolismo lipidico e della clearance dell’acido lattico durante l’esercizio e il recupero dopo lo sforzo.

Diversi studi hanno dimostrato il ruolo della musica nella diminuzione del livello di cortisolo in relazione alle operazioni chirurgiche.

In relazione all’atto chirurgico si assiste fisiologicamente ad una risposta ipermetabolica caratterizzata dal rilascio di catecolamine, cortisolo, citochine ed altri ormoni neuroendocrini modulati dall’asse ipotalamo-ipofisario e dal sistema nervoso autonomo. Questo intenso processo catabolico è facilitato in parte dall’ipercortisolemia attraverso la promozione di glicogenolisi, lipolisi e proteolisi.

La musica abbassa il livello del cortisolo, attraverso questa azione è verosimile che intervenga nell’abbassare il metabolismo energetico il cui aumento è particolarmente dannoso, per esempio, nei bambini ustionati.

Il primo passo per comprendere come la musica medi il rilassamento dallo stress è che essa aumenta i livelli di GH, attraverso il quale interviene direttamente sull’asse ipotalamo-ipofisario. L’ormone dell’accrescimento (GH) è un ormone anabolico che stimola lo smantellamento dei triacilgliceroli, sopprime l’assorbimento cellulare dei lipidi circolanti, media effetti stimolanti la crescita in un’ampia gamma di tessuti stimolando la secrezione del fattore di crescita insulino-simile-1.

Nelle fasi iniziali di una lesione, come parte della risposta acuta allo stress, si manifesta una resistenza al GH. Diversi studi suggeriscono che la musica potrebbe moderare questo effetto. Ciò è stato osservato in pazienti in condizioni critiche nei quali è stato rilevato un aumento significativo della concentrazione di GH dopo l’esposizione a musica rilassante. Essi mostrarono anche una concomitante diminuzione di interleuchina-6 (citochina proinfiammatoria) e dell’adrenalina in conseguenza all’aumento dei livelli di GH.

La risposta del sistema nervoso autonomo verosimilmente gioca un ruolo importante nel mediare gli effetti della musica sull’attività immunitaria e neuro-ormonale. La musica, infatti, ha la capacità di indurre un’attività mentale ed emozionale in grado di modulare il funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Gli studi che si sono occupati dell’impatto della musica sulle variabili cardiovascolari hanno trovato un aumento dei livelli di ormone rilasciante la corticotropina e di ormone adrenocorticotropo in pazienti con insufficienza cardiaca cronica, suggerendo la presenza di un feedback disfunzionale e un aumento dell’attività dell’asse ipotalamo-ipofisario nell’insufficienza cardiaca cronica.

La variabilità della frequenza cardiaca (HRV), insieme al livello sierico dell’adrenalina e della noradrenalina, è generalmente considerato il metodo standard per valutare quantitativamente l’attività cardiaca autonoma. Nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica un alto HRV è correlato con una migliore prognosi, viceversa, una diminuzione dell’HRV è associata a una prognosi peggiore.

In due diversi studi è emerso che la musicoterapia porta ad un significativo aumento dei parametri dell’HRV suggerendo un’attivazione musica-indotta del parasimpatico. Parallelamente il tono simpatico si è dimostrato essere attenuato in pazienti sottoposti a musicoterapia in quanto i pazienti mostravano livelli significativamente inferiori di adrenalina e noradrenalina rispetto ai gruppi di controllo.

Durante l’esercizio la musica viene comunemente utilizzata per bilanciare la fatica fisica ed emotiva e migliorare la performance. Recenti ricerche hanno portato evidenze fisiologiche sul ruolo della musica nel migliorare la performance, migliorando il profilo lipidico e facilitando il recupero post-esercizio. Uno dei primi lavori fatto su atleti della corsa ha dimostrato che l’ascolto di musica veloce aumentava i livelli di cortisolo ematico. Avendo il cortisolo un ruolo nel promuovere il catabolismo dei substrati energetici nei tessuti muscolare, adiposo e connettivo, ciò suggerisce un potenziale vantaggio metabolico nell’impiego della musica ad alto ritmo durante l’esercizio.

La musica potrebbe anche avere un ruolo di rinforzo degli effetti dell’esercizio nel migliorare il profilo lipidico. In uno studio sulla resistenza al training in donne obese, i soggetti che ascoltavano la musica durante in training hanno mostrato un significativo aumento di lipoproiteine ad alta densità e una significativa diminuzione del colesterolo totale, delle LDL e della percentuale totale di grasso corporeo, risultati non osservati nel gruppo di controllo.

La musica può facilitare il recupero dopo esercizio intenso. In uno studio condotto sul maschi allenati in età da college, l’ascolto di musica dopo sessioni di corsa intensa ha portato ad una significativa diminuzione della concentrazione del lattato ematico, rispetto al controllo.

Fonte Wikipedia

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