[Recensione] Cannondale SuperX Force 1 SE: una bici da sterro, aggressiva e potente

Nel mondo del ciclismo, l’ascesa delle bici da sterro (ghiaia) è stata precorsa da marchi americani per fornire telai adeguati a quei bikers che volevano avventurarsi fuori strada. La prima a commercializzare una bici da sterro, cosiddetta o definita ‘per ghiaia’, prodotta in serie, è la Salsa Warbird, e non molto tempo dopo, un’altra marca americana ne seguì le orme, ovvero la Cannondale che ha prodotto la ciclocross. La prima della serie era adattabile anche ad essere utilizzata come touring (con le borse) e per allenamenti sugli sterrati, pur se non frenava un granché avendo i cantilever. A seguire di quella bici pioneristica da ciclocross, la Cannondale aggiornò le due versioni (Alluminio e Carbon Ballistec), con guarniture ovviamente ben differenti dalle bici road comunque a doppia corona.

L’evoluzione della Caadx (vedi foto sopra, 2011) e Superx è oggi ben differente e peraltro monta il monocorona. Per ovviare al gap che altre aziende del settore non hanno, cioé bici effettivamente destinate al gravel (ghiaia), la Cannondale si è anche inventata poi la Slate…ma questa è un’altra storia che vi racconteremo in altro post.

Ritornando alla SuperX in carbonio Ballistec e la Caadx in alluminio, la Cannondale, accortosi che il mercato si stava spostando su freni a disco, modificò il montaggio installandoci dei freni meccanici che continuavano però a frenare ben poco, d’altronde lo scopo di queste bici da ciclocross è più garistico, ove si salta gli ostacoli, si corre in mezzo al fango e, quindi, come le mtb si frena quanto basta.

Il problema però è che i consumatori sono sempre più esigenti e se in un listino di bici di una marca X o Y non c’è quel tipo di bici, cambiano marchio e comprano altro. Allora Cannondale si è inventata la versione SE (Special Edition) destinata ad un pubblico particolare, diciamo coloro che vorrebbero una bici quasi tutto fare. In questo specifico caso, una via di mezzo fra il road e lo sterro.

Le versioni SE ciclocross del 2018, hanno la possibilità di montare coperture, davanti e dietro, sino a 40 mm che vuol dire una impronta a terra, a gonfiaggio basso ad esempio 2.8/3 bar, sui 42mm.

Questo tipo di coperture, anche se di 37 o 33c, necessitano comunque di cerchi (ruote) adeguate e raggi da almeno 28 per avere almeno un pò di comfort.

Osservando il nuovo telaio della SE si notano i foderi più corti, il movimento centrale più in basso, il monocorona che permette di eliminare un pò di cavi con l’inserimento di quelli rimanenti all’interno, come quello del freno che fuoriesce di fronte al forcellino posteriore.

Questo particolare telaio, definito SE, è studiato sulla mountain bike F-Si e Scalpel ove c’è il ben noto Asymmetric Integration (Ai).

Le SE montano freni a disco da 160 mm anteriori e posteriori, ed hanno degli assi passanti da 12 mm.

Il tubo sterzo è da 1.5″ lower to 1-1/8″ upper w/ reducer , questo vuol dire che è predisposto per il montaggio della Lefty come sulla Slate.

La Cannondale utilizza il proprio standard BB30 Bearings con un movimento centrale specifico, pedivelle Cannondale HollowGram Si, 119mm Ai Spindle, OPI SpideRing, X-Sync®.

Il Superx SE, come dicevamo prima, ha ruote specifiche per copertoni più larghi e d’origine vengono montati i WTB KOM i23 TCS con copertoni WTB Riddler 37c Tubeless Tires (Peso di oltre 400 grammi).

I pignoni sono SRAM PG-1130, 11-36 (montaggio destinato all’Italia, come da catalogo, salvo aggiornamenti). All’estero sembra che la medesima bici è montata diversamente con un 11-42. Comunque se l’hub non fosse Shimano avremmo la possibilità di montare un corpo a ruota libera, e quindi una cassetta SRAM 10-42T a più ampia portata.

Il resto della bici include un manubrio in alluminio compatto nastrato, un reggisella SAVE da 25,4 mm, una sella Fabric (azienda facente parte del gruppo CCSG – Cannondale Cycling Sports Group) che assomiglia alla Fizik Aliante.

Il peso della bici è di 8,45 kg (senza pedali, ma con camere d’aria).

Detto quanto sopra iniziamo con la nostra opinione avendo testato la bici; la prima netta impressione è che la Superx SE è adatta ad un utilizzo misto, rispetto alla versione diciamo ‘standard’ che monta copertoni da 33c, quindi più usabili in una gara e dove si predilige anche leggerezza.

L’impostazione sulla bici porge un certo equilibrio e facilità di guida, stabile in rettilinei e curve veloci con possibilità di cambi direzione quasi repentini che aiutano quando si percorre terreni rocciosi, dove si tende a schivare l’ostacolo improvviso. Questa maneggevolezza, se così si può definire, è grazie alla parte posteriore corta dei foderi.

Il telaio però è molto rigido per rispondere alle esigenze di potenza e reattività, se pur i foderi SAVE riescono in qualche modo a dare l’impressione di poter sfruttare la bici per più ore, ma non è così pur montando copertoni da 37!

Questo tipo di bici, SE, non è omologata UCI quindi non puoi gareggiarci, quindi è per un uso differente, tipo touring su sterrato ed allenamento. Abbiamo riscontrato alcuni problemi, alcuni risolvibili, come per esempio il tubo sella che ha la tendenza a scendere se non ben stretto, ma non troppo, quindi usare pasta abrasiva. La corona da 40 non permette un raggio di azione molto ampio e bisogna avere una gamba ben allenata, in particolare in salita. Inoltre scordarsi di garellare con gli amici che hanno bici specifiche road. I freni si sono dimostrati affidabili, per affrontare gli ostacoli su sterro, ma non nei sentieri boscosi dove si incontrano radici e ciottoli di varia misura.

La Superx SE 2018 monocorona secondo noi non è una vera e propria bici da sterro (ghiaia) cioé quella ove piace star seduti a godersi i panorami con gli amici, d’altronde la stessa impostazione è più corsaiola con busto abbassato tipo road.

Se cerchiamo caratteristiche di comfort probabilmente la Synapse fa al caso nostro, peraltro c’è anche la versione SE, anche se i copertoni che si possono montare sono da max 30mm in quanto oltre, già testato sulla bici, spanciando toccano i foderi laterali.

Comunque la Superx SE 2018 è una bici da valutare nel suo insieme, a secondo di cosa desideriamo farci in quanto non si può considerare un vero e proprio mix di uso, ad iniziare dal fatto che non è una gravel; quindi avendo doti corsaiole, estreme, poco confortevoli ed anche montandoci un 40mm di copertoni, alla fine si potrebbe pensare a valutare l’acquisto di una front ’29 mtb sicuramente più manovrabile, anche come impostazione, ad iniziare dal manubrio più largo meglio usabile nelle discese sconnesse ripide!

Lo spot di seguito vi potrà entusiasmare nel vedere quei bei giovani correre su strada e terreni smossi e se avete una schiena a prova di urti, la Superx SE fa al caso vostro.

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