[Test] Specialized Venge 2014

Il telaio Venge S Works, salvo recenti aggiornamenti ufficiali, lo fanno a Taiwan alla Specialized (stabilimenti Merida), ma non per questo bisogna avere timore di acquistare una bici che, da listino, in molti strabuzzano gli occhi. A parte questa breve premessa bisogna dire che, il telaio monoscocca, realizzato in fibra di carbonio FACT IS 11r è adatto a chi ha schiena allenata, quindi agonisti. Passiamo alla descrizione tecnica: il tubo di sterzo è conico con cuscinetti da 1″1/8 – 1″3/8, così da ottenere una sezione frontale contenuta, ma ugualmente rigida. La nuova forcella full carbon ha steli diritti, di grandi dimensioni e dal profilo aero; i forcellini sono in carbonio, così come le sedi dei cuscinetti, con la parte superiore integrata nel telaio. Il tubo obliquo, over size, ospita il passaggio interno dei cavi; di grandi dimensioni la zona del movimento centrale. Il tubo orizzontale ha un profilo simile a quello del Tarmac, leggermente arcuato, ma è più grande nelle dimensioni, sia in altezza che larghezza. Il tubo verticale ha profilo aero. Sul reggisella c’è chi non è soddisfatto in quanto è creato per questo tipo di telaio, però è conforme alla regolamentazione UCI, il quale permette di avere un seatback di 10 millimetri e può essere girato di 180 gradi per avere un seatback di 0 millimetri. Il triangolo posteriore, con tubi di grande sezione, vede la conformazione aerodinamica dei tubi alti, così da avere minore resistenza aerodinamica possibile.

LE IMPRESSIONI sono quelle di una bicicletta racing, quindi adatta agli agonisti in quanto è reattiva, scattante, rigida tant’é che trasmette esattamente tutto ciò che passa sotto le ruote. La forcella è fin troppo precisa, ma vibra un pò. Il carro posteriore è altrettanto reattivo sullo scatto e non assorbe quasi nulla, quindi come avevamo scritto all’inizio dell’articolo, attenzione alle vostre schiene. Il movimento centrale è di tipo BB-30 Press Fit, il quale potrebbe dare problemi com’è avvenuto anche su altre bici. Concludendo, la bici è maneggevole, ma poco confortevole e dopo quattro e più ore di pedalata si sente la durezza.

Ringraziamo Massimo Tofani, atleta del Bicisporteam – Firenze, per la foto che ci ha inviato, la quale utilizziamo per questo articolo.

Nota
Il modello in questa foto è equipaggiato con Durace 11V Di2.

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