[TEST] Sram Force 22.

Evoluzione a 11 velocità. “Twentytwo” la chiamano gli americani di Sram perché tanti sono i rapporti a disposizione considerando la doppia moltiplica anteriore. Al pignone in più è sono stati promossi gruppi di vertice di Sram, il Red può essere anche dotato di sistema frenante idraulico (con l’opzione a disco nelle gare – per ora – dove è autorizzato).
Se il Red è stato il primo gruppo di componenti per bicicletta da corsa a scendere sotto i due chili di peso, il Force è stato, prima dell’arrivo del Red, il gruppo di vertice della casa americana. E la sua evoluzione è continuata con un impulso tecnologico molto importante ed ora, nella versione 22, ha ben poco da invidiare ai primi della classe.

Dopo aver scritto di tutto sul Red, ecco il turno del Force 22. Abbiamo provato il nuovo gruppo, disponibile ufficialmente a fine anno (ma qualcosa già dopo le fiere dovrebbe arrivare nei negozi), ed eccovelo qui.
Prima di montarlo abbiamo dato un’occhiata alla bilancia. Il Force nella nuova versione pesa 2.149 grammi. Non fosse per il Red potremmo tranquillamente pensarlo come un top di gamma. Come tale ne ha le caratteristiche e si comporta di conseguenza. Riprende la tecnologia del gruppo di vertice tralasciando qualcosa sui materiali, la differenza di peso è tutta qui, ma le caratteristiche ci sono tutte.
Il montaggio non presenta particolari difficoltà. Un po’ di attenzione va fatta al deragliatore.

Segue la tecnologia “Yaw” che fa si che la forcella guidacatena ruoti leggermente passando tra le due corone. La forma appositamente studiata fa si che non sia necessaria alcuna regolazione ulteriore man mano che si sposta la catena sui pignoni. Perché il montaggio sia preciso, però, occorre prendere come riferimento la stampigliatura laser presente sul deragliatore, altrimenti, allineandolo “a occhio” come si fa normalmente, si corre il rischio di avere un funzionamento non preciso e la catena che cade sulla pedivella o sul movimento centrale (ma per questo c’è il chain catcher fornito di serie).
Piccole regolazioni e poi via. L’appoggio sui nuovi comandi è molto confortevole. È stato aumentato lo spazio nella parte inferiore dei poggiamani per consentire un appoggio migliore delle dita.

Facili le regolazioni di fino, il registro del cambio è facilmente raggiungibile e anche il deragliatore si regola rapidamente. A differenza di altri modelli le regolazioni sono molto sensibili (basta meno di un quarto di giro di vite per avere un risultato già apprezzabile), fa parte del rapporto di leva, ma basta pochissimo per rendere cambio e deragliatore precisi come un orologio.
Su strada

Il Force si è andato evolvendo in tecnologia ed ergonomia. I nuovi comandi ora offrono un appoggio migliorato anche nelle leve. Cambiare è molto rapido e sulla leva di comando lo spostamento è minimo. Un primo scatto ci avvisa che il cavo è rilasciato, proseguendo di poco la corsa, un altro scatto conferma la salita del rapporto. Anche venendo da comandi di tipo differente ci si adatta in un attimo. E il movimento delle mani è davvero minimo. Si può mantenere la posizione perfettamente e con presa sicura. E anche quando si pedala col freddo, indossando guanti pesanti, la leva non scapperà più via (come accadeva nella prima versione dei comandi Force di qualche anno fa).
Osservando il manubrio frontalmente si vede come le leve vadano chiaramente allargandosi verso l’esterno a cercare la presa delle mani.

Lo confessiamo: questo gruppo Force che ci è stato inviato in anteprima dalla casa americana lo abbiamo anche maltrattato un po’. Abbiamo provato a cambiare in condizioni difficili come in salita con la catena in trazione e il risultato è stato di una precisione pressoché assoluta. Ancora più interessante è il deragliatore. Ha solo due posizioni, nessuna regolazione intermedia, ma non c’è rischio che la catena possa sfiorare la forcella del deragliatore nemmeno con incroci impossibili (e comunque sempre sconsigliati). La forma dei denti e la tecnologia del deragliatore sono integrate alla perfezione. E se spostare la catena dall’ingranaggio maggiore (nel nostro caso un 53) al 39 è cosa piuttosto “facile” per qualsiasi gruppo, è davvero impressionante il passaggio dal 39 al 53. Un colpo secco e la catena è su, senza perdere nemmeno mezza pedalata. È come se la catena venisse “risucchiata” sulla corona maggiore e senza possibilità di sbaglio. Roba da fare invidia anche ai sistemi elettronici. L’impiego di fibra di carbonio è notevole. Dalle leve alle pedivelle in fibra unidirezionale (disponibili anche nella misura da 165 millimetri).

Conclusioni

Non c’è solo il Red, tutt’altro. E non è un ripiego la scelta verso il Force. Anche se vogliamo analizzarlo partendo dal classico punto debole di un gruppo di seconda fascia, il peso. I 2.149 grammi non sfigurano dinanzi ai top di gamma. Se si va indietro di qualche stagione fanno pure invidia ai top di gamma. E ci si può costruire una bicicletta ai limiti di peso del regolamento internazionale.
E il prezzo è di tutto rispetto e decisamente interessante. Il listino è dato per 1.207,00 euro (per la cronaca il Red costa 2.328,00 euro – versione con freni meccanici).

Ulteriori informazioni su www.sram.com

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