[Toscana – Chianti Sud] Invasione di ungulati: rischio per bikers e trekkers?

I produttori sottolineano di essere costretti a recintare le vigne per evitare la presenza degli animali. Nella zona di Greve, i cinghiali ed i daini sono numerosi, tant’é che bikers e trekkers hanno incontri ravvicinati più di prima. Un rischio da non sottovalutare, sia dal lato fisico sia da quello di salute, in quanto c’è la possibilità che si diffonda una malattia pericolosa per l’essere umano, il morbo di Lyme (Borreliosi) che si trasmette da zecche e consiste nell’infezione acuta oppure cronica del sistema nervoso centrale. I produttori della zona Chianti Sud riferiscono che, a loro parere, non funzionano le squadre dei cosiddetti ‘cinghialai’ le quali dovrebbero fare gli abbattimenti degli animali, quindi gruppi con attività specifica.

Secondo gli agricoltori questi animali, assenti dal Chianti da molti secoli, sono stati introdotti dalle pubbliche amministrazioni, con motivazioni naturalistiche e con conoscenze spesso errate. Ne è un esempio il capriolo, per il quale era previsto un periodo di insediamento di almeno 50 anni e che, in pochissimo tempo, è, invece, sfuggito ad ogni controllo.

Il Chianti è quindi invaso dagli ungulati: cinghiali, caprioli, cervi, daini e addirittura riferiscono avvistamenti di un piccolo branco di lama…

Intanto i produttori hanno l’obiettivo di risolvere i danni alle colture, ma non dimentichiamoci che poi rimangono gli esseri umani, i turisti che vengono a visitare questa zona, gli stessi locals, praticamente un indotto economico per varie attività professionali e commerciali, sempre più numerosi sui sentieri e delle loro aziende.

Ricordiamo che il cinghiale è un animale selvatico con un altissimo tasso di riproduzione (ogni femmina può partorire fino a 6 cuccioli alla volta, per due volte l’anno), non ha più un vero predatore in natura (sarebbe il lupo, ma ne son rimasti davvero pochi).

Il caso dei cinghiali allo stato brado ? Si possono incontrare soprattutto dove trovano cibo e terreno ideale ed è un animale molto veloce, con mascelle potenti e zanne acuminate proprio per difendersi se attaccato dai predatori.

Esperti di SportOutdorr scrivono:”Possono esserci due situazioni potenzialmente pericolose. La prima è quella in cui il cinghiale si trovi senza via di fuga, per esempio perché finito all’angolo di una recinzione di campagna. In questo caso, al di sotto della fisiologica distanza di sicurezza, tenderà ad attaccare, e la cosa più saggia da fare è fermarsi a debita distanza e, senza movimenti bruschi o rumori improvvisi, allontanarsi tenendolo d’occhio; oppure trovare riparo su un rialzo dove non si può essere raggiunti, per esempio arrampicandosi su un albero. La seconda situazione a rischio è quella di incontrare una femmina con i cuccioli: l’istinto materno e l’impossibilità di darsi alla fuga con la sicurezza di portare in salvo tutta la prole, anche in questo caso potrebbe indurre l’animale all’attacco.

Alcuni produttori del Chianti, intervistati, riferiscono che neanche il Consorzio è utile al problema ungulati, ma soltanto a far girare poltrone e creare problemi, come ad esempio quella, se è vero sarebbe una notizia assurda, di applicare il trademark anche ai giornalisti, cioé il non utilizzo della identificazione in articoli, notizie ed altro.

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