Toscana, Normativa Regionale sul trasporto pubblico e mobilità ciclabile

 

La Regione Toscana si focalizza sul trasporto pubblico locale tramite la L.R. 42/98 “Norme per il trasporto pubblico locale”, in cui tra gli obiettivi, vi è quello di ottimizzare e realizzare un sistema di trasporto pubblico coordinato ed integrato anche tra diverse modalità di trasporto.

La Legge punta sull’economicità dei trasporti pubblici, sullo sviluppo della mobilità sostenibile e sulla tutela delle forme di mobilità non motorizzata.
Recentemente è stata approvata la Legge Regionale n. 27 del 06 giugno 2012 “Interventi per favorire lo sviluppo sulla mobilità ciclistica” che persegue più obiettivi promuovendo e valorizzando la mobilità dolce ed il trasporto pubblico locale.La prima istituisce il PRIIM, Piano Regionale Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità, con le finalità di realizzare una rete integrata e qualificata di infrastrutture e servizi per la mobilità sostenibile, ottimizzare l’accessibilità al territorio e alle città toscane ed integrare i modi di trasporto incentivando l’uso del mezzo pubblico. La seconda, più specifica per la mobilità ciclistica, si basa sulla necessità di promuovere l’uso della bicicletta su tutto il territorio regionale quale mezzo di trasporto alternativo ai mezzi motorizzati e sull’avvio di una rete regionale della mobilità ciclabile in modo da superare la marginalità in cui si trova questa modalità di trasporto sostenibile. A questo scopo, rende necessaria la creazione di circuiti connessi alla mobilità collettiva e di una rete interconnessa, protetta e dedicata di itinerari ciclabili e ciclopedonali attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico con particolare riguardo ai percorsi connessi e correlati alla Via Francigena. La Legge, inoltre, prevede la creazione di una rete di strutture ed infrastrutture atte a sviluppare l’intermodalità tra biciclette e trasporto pubblico, in particolare mediante la realizzazione di parcheggi per biciclette nelle aree di pertinenza delle stazioni ferroviarie e di servizi di noleggio, manutenzione ed informazione per i cicloturisti.
Sono inoltre da segnalare in materia di sport: la legge Regionale n. 72 del 31 gennaio 2000 “riordino delle funzioni e delle attività in materia di promozione della cultura e della pratica delle attività motorie”; il Piano Regionale per lo Sport 2012/2015 approvato con delibera Consiglio Regionale n. 18 del 21/2/2012; la delibera della Giunta Regionale n. 729 del 29 agosto 2011 di approvazione della “Carta Etica dello Sport”.
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1.2 La pianificazione territoriale: Strumenti e atti di governo del territorio
1.2.1 Piano di Indirizzo Territoriale Regionale (PIT)
Il Piano di Indirizzo Territoriale, approvato con Delibera n°72/2007, all’Articolo 4, “La città policentrica toscana quale invariante strutturale dello Statuto. Definizione tematica”, sottolinea come la Regione Toscana debba sostenere il miglioramento costante delle componenti territoriali, insediative e tipologiche della “città policentrica toscana” mediante modalità e stili edificatori manutentivi, abitativi, infrastrutturali e di forme di mobilità e accessibilità che ne privilegino la sostenibilità sociale e ambientale.
In particolare, nell’ Articolo 8, “La città policentrica toscana come agenda per l’applicazione dello statuto del territorio toscano. Direttive per la mobilità intra e inter-regionale”, il Piano prevede il potenziamento del sistema ferroviario toscano sia per la sua rilevanza primaria nella mobilità intra-regionale, sia per quella nell’intermodalità del trasporto pubblico locale, criteri prioritari per le scelte regionali e locali di infrastrutturazione del territorio toscano al fine di costruire una rete interconnessa a scala regionale di trasporto collettivo a guida vincolata. L’Articolo 9, “Prescrizioni correlate”, detta obiettivi e criteri che gli strumenti di pianificazione territoriale devono includere nella formulazione degli interventi funzionali e strutturali. in particolare, devono realizzare una adeguata disponibilità di infrastrutture per la sosta di interscambio tra le diverse modalità di trasporto, articolare i livelli di servizio della rete del trasporto pubblico in relazione alle diverse esigenze della domanda e riqualificare i nodi intermodali del trasporto pubblico, realizzando eventuali interventi di potenziamento ad essi relativi. Inoltre, gli strumenti della pianificazione territoriale devono soddisfare nella loro formulazione alcuni criteri di tutela e valorizzazione degli interventi in materia di mobilità, tra cui:
 l’individuazione, in corrispondenza di ogni stazione, degli snodi di interscambio con le linee del trasporto pubblico locale;
 l’ottimizzazione delle relazioni tra le fermate ferro-tranviarie, i parcheggi di interscambio, le linee di trasporto su gomma ed i luoghi di origine e destinazione della mobilità privata, attraverso la ricollocazione delle funzioni e il coordinamento intermodale;
 garantire un sistema integrato di mobilità delle persone che incentivi e favorisca il ricorso ai mezzi pubblici;
 favorire la mobilità ciclabile attraverso la definizione di una rete di percorsi ad essa dedicati caratterizzati da continuità sul territorio urbano e periurbano e interconnessione con le principali funzioni ivi presenti e con i nodi di interscambio del trasporto pubblico locale;
 promuovere la conservazione all’uso pubblico e la valorizzazione delle strade vicinali presenti nel tessuto della “città policentrica toscana”.
1.2.2 Piano Regionale della mobilità e della logistica (PRML)
L’obiettivo di un approccio integrato alle politiche della mobilità è concretizzato in Toscana nella messa a punto del Piano Regionale della Mobilità e della Logistica (PRML), approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n°63 del 22 giugno 2004. Il Piano costituisce l’atto di programmazione del sistema infrastrutturale e dei servizi di trasporto pubblico. Definisce le direttrici e gli obiettivi di rilievo strategico delle politiche regionali per la mobilità, anche nella loro interconnessione con le tematiche ambientali e dello sviluppo economico e sociale, proponendosi come obiettivo principale la creazione di soluzioni alternative per fronteggiare la crisi della mobilità e dei trasporti. In particolare, il Piano sottolinea la centralità della questione relativa all’integrazione intermodale. La carenza di integrazione funzionale tra le reti di trasporto è infatti quella più diffusamente denunciata sul versante dell’offerta di servizi, più ancora dell’inadeguatezza dei servizi urbani e del sovraffollamento dei mezzi pubblici percepito
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dai pendolari. Il Piano inoltre dedica ampio spazio al tema delle piste ciclabili, sostenendone la mancanza a livello regionale, in particolare sotto forma di “rete”.
1.2.3 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTC)
Il PTC è uno strumento di pianificazione territoriale provinciale, tavolo di coordinamento e verifica delle politiche settoriali della Provincia e definisce l’assetto del territorio con riferimento agli interessi della comunità provinciale. Il Piano approvato recentemente con D.C.P. n.124 del 14/12/2011, all’articolo 15, “Il disegno strategico provinciale”, sottolinea come l’incremento delle infrastrutture e delle modalità di trasporto pubblico siano azioni imprescindibili per lo sviluppo della Provincia, infatti dedica un ampio spazio alle politiche per la mobilità sostenibile. In particolare, il Piano punta al miglioramento dell’accessibilità del territorio, privilegiando le modalità di spostamento più sostenibili, e allo sviluppo di una serie di capisaldi ed una rete da inserire nel sistema della mobilità viaria e ferroviaria regionale. Gli obiettivi volgono al raggiungimento della completa integrazione tra diverse mobilità di trasporto mediante un efficace livello di servizio; la linea ferroviaria dovrà assumere funzione di asse portante del sistema di rete assicurando i collegamenti tra le distanze più lunghe. In particolare, il PTC individua nelle stazioni ferroviarie i nodi privilegiati per lo scambio intermodale, in particolare presso le stazioni ferroviarie di Poggibonsi, Asciano, Rapolano, Sinalunga, Torrita, Montepulciano, Chiusi, Monteroni e Buonconvento. Inoltre il Piano individua i tracciati di interesse paesistico europeo, i tratti praticabili con i cicli della rete provinciale dei sentieri ed i sedimi di tracciati ferroviari dismessi come tracciati privilegiati sui quali favorire la percorribilità ciclabile. Infine, il Piano prevede il progressivo incremento della rete di mobilità lenta e sostenibile, in particolare del sistema ciclabile, mediante la realizzazione di piste ciclopedonali, di parcheggi attrezzati, di centri noleggio riservati alle biciclette, di strutture ed infrastrutture per la realizzazione dell’intermodalità bici/trasporto pubblico e la realizzazione di itinerari ciclabili turistici e delle infrastrutture ad essi connesse. Il Piano prevede anche intese con l’ente Ferrovie dello Stato al fine di promuovere l’intermodalità bici/treno, in particolare tramite la dislocazione di parcheggi di biciclette nelle aree di pertinenza delle stazioni ferroviarie e grazie alla promozione del trasporto della bicicletta al seguito, nonché la predisposizione di strutture per il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici.
1.2.4 Piano Energetico Provinciale
Il nuovo Piano Energetico Provinciale, il cui atto di avvio del procedimento è stato approvato con D.G.P. n.359/2010, nasce con lo scopo di porre in atto, attraverso la definizione di obiettivi specifici ed azioni, le politiche energetiche tese al miglioramento delle prestazioni energetiche complessive del territorio provinciale ed al raggiungimento dell’obiettivo strategico di azzeramento delle emissioni nette di gas climalteranti al 2015, definito dalla Provincia nel Progetto Siena Carbon Free 2015.
Inoltre in materia di pianificazione del trasporto pone le basi per partecipare alla nuova Strategia 2020 dell’Unione Europea, rispettando i traguardi “20/20/20”: ridurre le emissioni di gas a effetto serra almeno del 20% rispetto ai livelli del 1990 o del 30%, se sussistono le necessarie condizioni; portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile nel consumo finale di energia e migliorare del 20% l’efficienza energetica.
Il piano intende promuovere inoltre la mobilità sostenibile affinché la Provincia di Siena diventi consapevolmente un territorio carbon free entro il 2015, contribuendo all’Iniziativa Bandiera “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse” prevista dalla Strategia Europa 2020.

Fonte Regione Toscana