Toscana, San Quirico – Vignoni Alto in mtb

Il percorso che abbiamo realizzato è molto impegnativo, adatto ai più allenati; ci vuole dai 3 alle 4 ore. Si va da un minimo di 250 m sino a circa 500, ma l’altimetria è un mix di strade comunali non asfaltate e in parte su sentieri.

Le strade percorse da questo itinerario sono le stesse sulle quali transitavano i carri carichi di grano per raggiungere i mulini, luoghi che per secoli hanno rappresentato con i loro antichi sistemi molitori a spinta idraulica, la possibilità di alimentazione e quindi la stessa vita. 

Da San Quirico d’Orcia si sale nella strada bianca verso la Ripa. Si cammina fra campi coltivati e vigneti che degradano verso la grande conca della Valdorcia.

Dopo un chilometro e mezzo si conquista una posizione elevata che consenta una vista spettacolare dell’Amiata e delle sue pendici. In basso l’Orcia scorre il suo corso con nelle vicinanze casali e antiche fortificazioni. La strada percorre il crinale dell’alta Valdorcia a sinistra e la convalle dell’Asso a destra ed in lontananza si intravede Montalcino.

Laggiù, nel silenzio delle depressioni boscose, si incontrano due fiumi, che uniscono le acque in una corsa sempre più veloce verso il mare. Continuando il nostro viaggiare si oltrepassa il Romitorio con la sua antica chiesetta, la casa colonica di Poggio Grande e poi la strada incomincia lentamente a scendere. Sulla sinistra il paesaggio boschivo appare in tutta la sua grande bellezza, lasciando intravedere, oltre la fuga delle prime colline, la mole massiccia del Monte Amiata.

La Strada prosegue un po’ incassata fra i seminativi ed i vigneti, lasciando a sinistra delle case coloniche, poi si avvicina ad una piccola cipresseta che segnala un bivio. È qui che più tardi occorrerà svoltare a sinistra di chi procede verso la Ripa per raggiungere Bagno Vignoni. Ma intanto si prosegue per un chilometro verso il castello già nominato, uno stupendo edificio costruito sullo strapiombo, di cui restano molte parti originali in bella vista, che si incomincia a vedere dopo la prima curva della strada.

Il Castello della Ripa è di forma quadrata ed esibisce una sopraelevazione che probabilmente non è della stessa epoca. Anticamente il castello si chiamava Ripa al Cotone e fin dagli inizi del XIII secolo, risulta facente parte dell’organizzazione territoriale senese. I primi signori di questa Rocca furono i Salimbeni, che lottarono a lungo contro il comune senese, prima di cedere i privilegi di un’antica feudalità sopravvissuta ai tempi. Ma nel quattrocento il castello passò definitivamente sotto il controllo senese e pur cambiando vari proprietari esso restò fino ad oggi all’interno della genealogia dei Piccolomini. Dopo aver visitato il Castello dall’esterno, si torna indietro fino al bivio già segnalato e, svoltando alla destra di chi risale la via, si incomincia a scendere verso Mulina per l’antica strada del bosco. Prima del l929, anno in cui il ponte di fondovalle fu distrutto dalla piena, come si vede ancora oggi, questa strada era carrozzabile e collegava San Quirico con Rocca d’Orcia. Il fondo, si noterà, è buono e mostra un’antica massicciata sottostante, segno dell’importanza ricoperta da una via di comunicazione fondamentale per il traffico locale, in considerazione dei mulini che anche qui si possono ancora vedere sul fiume una volta giunti in fondo. La strada, oggi un sentiero, scende lentamente verso l’Orcia, è costantemente ombreggiata conduce al Ponte di Mulina. Per continuare verso Bagno Vignoni, bisogna proseguire sul sentiero di prima, guadando il piccolo torrente che affluisce dall’Orcia e risale la collina decisamente portandosi in prossimità di un casale abbandonato di nome Coroglie. È da qui che si può arrivare a Bagno Vignoni alla storica vasca termale, dopo avere passato il Poggione e continuato a camminare del sentiero ben visibile che corre sotto il costone. Da Bagno Vignoni ci si dirige a Vignoni Alto per l’antica strada che risale la collina e, arrampicandosi fra i ginestreti, raggiunge il Castello. Vignoni Alto è oggi una piccola borgata su cui svetta la torre del cassero. È da qui che per la strada bianca, che risale la collina, si può tornare al bivio lasciato poc’anzi e fare ritorno a San Quirico d’Orcia.

Si ringrazia la Guida alla Valdorcia nascosta esoterica naturale, di Fabio Pellegrini del 2000 (stampato da Arti Tipografiche Toscane)

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Per chi desidera svolgere questo percorso in compagnia di altri bikers, può rivolgersi al nostro staff.

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