Toscana, Il sentiero delle Burraie in mtb

Il sentiero delle burraie[1] era un percorso che avevo segnato fra quelli che volevo fare e, stamattina, finalmente l’ho svolto. Il giro l’ho realizzato con la MTB 29 ed è un mix fra sterro, parte tecnica e bitume. L’itinerario inizia da Ponte a Mensola e prendendo il CAI2 sino a Poggio al Vento (attenzione agli arcieri) salendo sino a Castel di Poggio per prendere il bitume (il 2 in salita dopo il Castello viene fatto in discesa ed è molto tecnico, con gradoni in pietra).

Proseguendo si arriva a Villa Peyron e sulla destra trovate una catena, prendete quel sentiero (non fate come altri che passano fra due cipressi rovinando il terreno!) che è in parte in pietra su una vecchia strada romana.
Si arriva ad un punto panoramico e si riprende il sentiero CAI2 (chiamato anche sentiero degli DEI), il quale arriva al Monte Fanna.

Il panorama sulla valle si apre a profumi e colori meravigliosi. Alla sbarra verde si gira a destra su bitume percorrendo una strada immersa nel bosco a scarso traffico, con qualche salita e discesa; quando spiana, prima di una curva vedrete una strada sterrata a destra con dei cartelli, la quale fa parte dell’Anello del Rinascimento; purtroppo dopo pochi metri sulla destra c’è una casa ed un bel Husky che abbaia minaccioso.

Tirabaralla si direbbe, ma la catena è lunga ed il cane si sposta arrivando a pochi metri dal sentiero. Il proprietario rassicura dicendo che non morde e vuole carezze; però onde evitare discussioni e una morsicata, si può tornare indietro e proseguire su bitume sino alle indicazioni per Santa Brigida. Quasi al termine della salita, impegnativa, sulla sinistra i cartelli per il sentiero delle Burraie.

Si prende il sentiero e dopo pochi metri sulla sinistra c’è una sbarra arrugginita dalle intemperie, si scende di bici e si passa di sotto facendo attenzione a delle sporgenze.

Il sentiero inizia su fondo tipo campagna e poi c’è una parte pietrosa; ad un certo punto si arriva ad una altra sbarra (anch’essa arrugginita) che, se chiusa, bisogna aggirarla sulla destra facendo attenzione a non scivolare al campo di sotto che fa parte di una casa adiacente.

Si passa la barra e si continua il percorso ove si ha modo di vedere  in paletti e alberi i due colori dei sentieri CAI (bianco/rosso).

Continuando il percorso si arriva ad un grande spiazzo e si prosegue diritto per il sentiero; ad un certo punto davanti c’è una casa in costruzione e si gira a sinistra, qui il terreno diventa un pò franoso ed è in discesa, dopo qualche metro attenzione a non andare a destra (se sbagliate vi accorgete che il sentiero scende).

Vi trovate a fare una breve salita ed in fondo c’è una catena; il sentiero termina con davanti la strada in bitume che a, sinistra, va al Santuario della Madonna delle Grazie (della Madonna del Sasso)[2]. Girando a destra è tutta discesa e si arriva ad uno stop.

Qui si può decidere se girare a destra e salire per un bel pezzo sino alle indicazioni per Fiesole; oppure girare a sinistra e, sempre, sul bitume si arriva ad intersecare la strada che porta alle Sieci. Il traffico è scarso con colline, da ambo le parti. Quando si arriva alle Sieci si ritorna verso Firenze, ma dopo diversi km, per chi non vuole continuare su una strada molto trafficata, si può prender il percorso che costeggia l’Arno (a sinistra). L’itinerario svolto è di 45 Km su terreno di varia tipologia, dalla pietraia alle radici, dal franoso ghiaioso al fangoso, dallo sterrato compatto al bitume. Lo consiglio a chi ha una preparazione atletico sportiva buona, ma anche ottima.

 

NOTE

(1) Il nome deriva da antiche strutture in pietra che si trovano vicine a case coloiche e sorgenti d’acqua, che venivano utilizzate per la produzione del burro, da cui il nome del sentiero. Questo si trova all’interno dell’area naturale protetta di Santa Brigida una ANPIL (area naturale protetta) istituita dal Comune nel 1997, che si estende per circa 800 ettari sopra l’abitato di Santa Brigida, nel territorio comunale di Pontassieve. Il “Sentiero delle Burraie” ha vari scopi, fra questi anche quello di salvaguardare il Cisto Laurino (Cistus laurinensis) che, per l’Italia, cresce solo in questa zona. L’anello è stato aperto nell’ottobre 2008 ed i suoi sentieri sono designati con la sigla “SB”. La lunghezza del percorso è di 11 km con un dislivello di 400m. Attualmente il sentiero avrebbe bisogno di una manutenzione.

 

(2) Il santuario è detto anche della Madonna del Sasso in riferimento a una serie di apparizioni miracolose della Vergine avvenute nel 1484. L’edificio venne costruito nel 1490 al posto di un oratorio di origine medievale. L’attuale chiesa, ben più ampia, rimaneggiata poi nei secoli successivi, è costituita da un oratorio inferiore e da uno superiore, quest’ultimo preceduto da un portico su due lati risalente al Seicento. Nell’oratorio inferiore, di moderna fattura, si trova una tavola del primo Quattrocento con la Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Leonardo, opera dei primi del XV secolo attribuita a Giovanni Benintendi detto il Ceraiolo. Nell’oratorio superiore, le cui pareti sono decorate da affreschi neoclassici, si trovano: sulla destra Transito di San Giuseppe, tela di scuola fiorentina dei primi del XVIII secolo, nella cantoria dell’organo Crocifissione datata 1600 opera di Benedetto Veli e sulla sinistra un dipinto con la Madonna, angeli e santi di Francesco Curradi. (Wikipedia)

– CARTINA CAI PONTASSIEVE SUL SENTIERO DELLE BURRAIE (PDF)

Assenti fontane d’acqua potabile per riabbocchi; si consiglia borraccia da 750cl o sacca idrica per chi si porta lo zainetto.

GRUPPO MTB GPS TOURING BIKE – BICISPORT FIRENZE E ALTRI. 

Bici utilizzata KTM 29.

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VIDEO DI MARCO CAMMILLI DEL 22 SETTEMBRE 2012

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