Tuscany Trail? Molto deludente

Le esperienze di bikepacking sono diverse ed ognuna porta con se ricordi piacevoli ed anche brutti; ho fatto diversi trail all’estero, ma in Italia no. Leggevo da tempo di un Tuscany Trail e, siccome questa regione mi ha sempre appassionato per i panorami, la cultura, il cibo, ho cercato un trail autogestito e mi sono iscritto.

Partiamo prima di tutto nel capire che cos’é un ‘Trail’, almeno per quei neofiti che leggeranno questo mio articolo.

I trail sono viaggi di almeno due giorni consecutivi e, di solito, il kilometraggio supera i 100 km con diverse difficoltà altimetriche. I percorsi hanno una buona percentuale di strade asfaltate e, a volte, con altimetrie importanti, si possono toccare anche i 20.000 mt di dislivello totale.

I trail sono delle gare ? Si! Come funzionano ? Devi svolgerle entro un X giorni con o senza tappe, avendo una traccia GPS da seguire che non puoi modificare.

I trail sono quindi organizzati per avere un grande numero di partecipanti e, quindi, c’è comunque un ritorno economico per chi le organizza, con sponsor partecipanti, partner, ecc.

Quale bici vengono utilizzate ? Qualsiasi tipo di biciclette ? Si e No! In prevalenza è preferibile una MTB front con borse da bikepacking, da recente c’è il gravel (bici da corsa con ruote grasse), ma anche fat (ruotone molto grasse).

Detto quanto sopra, la mia esperienza del Tuscany Trail è del 2016. Entro nel sito web già di per sè un pò confusionario, ove non c’era una mail, e comunque trovo un telefono e mi informo. Parlando vengo a sapere che c’erano già 400 iscritti ed ho pensato che questo era buono. I km da percorrere ? 560.

La prima cosa che ho fatto è cercare su Internet se vi erano trail simili in toscana o ciclisti che conoscevano un pò la zona; da lì ho iniziato nel selezionare e raccogliere il materiale necessario da portarmi dietro, per un totale di 27 kg da stipare nelle borse.

Quando mi chiedono cosa mettere nelle borse, ognuno deve cercare ciò che gli serve, questo è quanto metto nelle mie borse: camera d’aria, cava fascioni, multitool, pompa, falsa maglia per la catena, forcellino di ricambio (mtb), fascette, nastro americano, patch, luce da manubrio e da casco per la pedalata notturna, cavo di scorta (per il cambio), una corda per asciugare i panni (se vi fermate in tenda), ecc.

Passiamo all’abbigliamento: completo di scorta (pantaloni maglia intimo calzini)
completo antipioggia (compreso un paio di copriscarpe leggeri), una maglia maniche lunghe cotone per dormire/mangiare, pantaloni corti, calzini, guanti lunghi e mezza stagione, gilet antivento/catarifangente.

Per la igiene intima, spazzolino e dentifricio, sapone marsiglia così lavo anche i capi (c’è chi maldestramente utilizza lo shampo per doccia), salviette umidificate intime, carta igienica e fazzoletti di carta. Per il mangiare, qui si apre un dibattito notevole, in quanto dipende sempre dove siete e se svolgete il trail allo stato brado o se, invece preferite fermarvi in una struttura ricettiva, prendere una pausa per la colazione, lo spuntino, ecc. La gran parte di amici Bkpak sono ciclisti puri, quindi come me si portano prodotti da poter cuocere con fornellino, oltre a barrette, frutta secca, ed altro.

Quando ho chiesto se e dove dormire, mi venne risposto che bastava il bivy bag evitando così il peso e l’ingombro della tenda. Ovviamente mi dissero che potevo di dormire in albergo ed evitare questa attrezzatura. Il bivy bag cos’é? Attenzione il bivy è utile per non far entrare l’acqua, ma se non è in goretex o simili non la fa neanche uscire. La Ferrino per mia esperienza non va bene, salvo hanno un prodotto goretex di ultima introduzione nel mercato.

Un ottimo bivi in goretex (con marchio ben esposto) di provenienza militare costa nuovo 200/300 euro (ha anche la cerniera anteriore coperta da una pattina chiusa con il velcro per chi non ce la facesse ad entrare dentro ‘strisciando’) e, se non lo maltrattate troppo, (come del resto tutti i capi in goretex) e gli fate una buona manutenzione (lavandolo con prodotti specifici tipo nickwax) vi dura anche un 7/8 anni. Il mio è Artiach, una ditta spagnola.

Il problema del bivi bag è la condensa da sudorazione corporea; come risolverlo? Esiste il The North Face Backpack Bivy – Trailspace ed il Black Diamond Bipod Bivy che, essenzialmente, evitano il contatto tra tessuto del bivy e tessuto del sacco a pelo essendo di fatto delle minitende. C’è da aggiungere, per i soliti polemici, che non esistono bivy bag che non funzionano, ma normali, e da sopravvivenza. I primi sono fatti solitamente in goretex, ed hanno un peso attorno a 1 kg. I secondi invece sono fatti in materiale plastico meno traspirante, e sono indicati per sopravvivere a una notte all’addiaccio. Ti svegli umido, ma vivo. La spalmatura isotermica aumenta la condensa.

Osservando l’altimetria ho preferito una mtb bi-ammortizzata di tipo racing, con escursione da 110mm ant/post (scelta azzeccata? alla fine era meglio una front). Il problema di questa bici è che non puoi montarci la borsa frame (cioè, esistono, ma non sempre sono adatte, l’ammortizzatore post lavora male, ecc.), le borracce da 750 non ci vanno, quindi ne prendi una 750. Non tutte le bici sono munite di doppio portaborracce, anche sotto il telaio! Da valutare un telaio con doppia o triplo porta-borraccia, se i trail sono di lunga durata e chilometraggio.

Le previsioni del tempo non presagivano nulla di buono per il TT2016, ma sono abituato alla mia terra ove freddo, neve, pioggia e umido mi accompagnano per diverso tempo. ‘Bombe di acqua’ definite dai toscani partecipanti, che allegramente etichettavano questa pioggia incessante.

La partenza è stata tragica perché la pioggia era incessante anche se a tratti il sole si affacciava e soltanto all’arrivo, in una Capalbio Scalo, ove terminava questa assurda e allucinante avventura che non consiglio di fare, ma non per la pioggia bensì per le inutili salite che ho svolto e, definite, da molti delle stronca-gambe.

Assurdo dover farsi i 300 metri di dislivello con la bici a braccio per arrivare in cima alle Apuane, anzi dico abbastanza massacrante e l’organizzatore è stato più volte inviato sul greto di qualche fiume. la seconda salita dopo Bagni di Lucca ha tratti ripidi e su sterrato, con le borse puoi cascare. Arrivato a Casa di Monte, pur avendo prenotato, il posto non c’è più: occupato da altri stranieri! Altrove non mi è accaduto un comportamento inospitale di questo tipo. Non ci siamo!!! Quindi, avendo tenda e sacco decido di trovare un posto per dormire: impossibile. Sembra di essere in America…se pur chiedi di stare sotto una tettoia perché piove ti rispondono:”Cazzi tua”. Educazione ? Zero! La mattina seguente dopo aver trovato dove riposare, mi alzo…breve colazione e riparto. Le salite ripide e impervie non finiranno mai per tutto il percorso. Sconsiglio, ripeto, il Tuscany Trail proprio per questo motivo!

La pioggia non molla, ma sono abituato e so come proteggermi adeguatamente, a differenza di altri bikers che osservo in condizioni pietose…cerco di dare aiuto e conforto, qualche cerata a chi non ha nulla. Il peggio del peggio lo incontro in quei toscani ignoranti, cafoni, ineducati. Se sei in difficoltà ridono del tuo disagio, questi sono alcuni toscani che ho incontrato al TuscanyTrail, altri però sono stati molto cortesi e disponibili. Il mondo è bello perché variegato!

Il terzo giorno mi sento un po stanco, ma non c’è alternative…si continua con le strade ripide: decido quindi che il Tuscany Trail è da bocciare (Esperienza personale)!

Dopo san Gimignano e l’imbocco della via Francigena arrivo a Siena dove il GPS va in tilt, ma non sono l’unico. Utilizzo quindi uno smartphone che ho per i viaggi e riesco a trovare la strada, ma il sole sta per tramontare. Arrivo ad un agriturismo, i cui prezzi non sono alla portata di tutti. Mi chiedo com’è possibile che esista un agriturismo di questo tipo ove nemmeno c’è la colazione alla mattina. Farò un esposto!

Il quarto giorno finalmente è con le strade bianche dell’eroica e la via Francigena per la val d’Orcia. Il sole è tornato a illuminare gli splendidi paesaggi, ma inizia a piovere. Sulla salita lunga di Radicofani mi rendo conto che, tralasciando alcuni cafoni toscani incontrati in questo trail, la inospitalità ed i prezzi esosi di qualche agriturismo, la Toscana mi vedrà probabilmente ritornare con la famiglia ed altri amici, ma certo non più al Tuscany Trail, considerando che l’organizzazione è fatta per stroncare i partecipanti (opinione personale) e non certo per divertirsi rilassandosi.

Il quinto giorno l’arrivo è con il percorso sabbioso a pochi metri dall’arrivo altra inutile trovata che, ritengo assurdo, senza offesa per alcuno, ma questa, ripeto, è la mia personale opinione.

Concludendo: 591 km di traccia (più un’altra ventina tra trasferimenti, uscite fuori traccia e sbagli vari), 5 gg e 6 ore lorde, circa 12km all’ora di media, bici e carico = 27 kg, 300 km da solo, 82 km da solo di notte, 7-8000 calorie consumate al giorno….e tanto altro.

Rifarò la Tuscany Trail ? No!

SN

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