[Firenze] Villa medicea di Cerreto Guidi

La Villa medicea di Cerreto Guidi è una residenza nobiliare situata nel centro di Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, in via dei Ponti Medicei 7. Situata su un colle confinante con la regione di interesse strategico del Padule di Fucecchio, la villa fu costruita su un precedente castello dei conti Guidi, che lasciarono il loro nome alla località. L’edificazione si deve a Cosimo I, che fece creare una residenza di caccia piuttosto semplice verso il 1555, subito dopo l’inclusione della cittadina nei possedimenti del ducato di Toscana.

La costruzione in loco venne seguita dall’architetto Davide Fortini, già assistente del Tribolo, che nel 1575 passava il testimone al Alfonso Parigi il Vecchio, che presumibilmente completò l’edificio. Una nota dello stesso Alfonso fa pensare al Buontalenti che “passa il testimone” al nuovo architetto, quindi l’ipotesi di un progetto buontalentiano è ancora di più suffragata. La distribuzione originaria degli spazi interni della villa sottintendeva la possibile funzione militare, con stanze con i soffitti bassi e ambienti per ospitare cavalli e altri animali.

La villa venne usata spesso in tutte le stagioni, sia per le battute di caccia, sia come punto di sosta nei frequenti spostamento tra Firenze e Pisa o Livorno.

Il 28 settembre 2002 venne inaugurato un museo dedicato alle armi soprattutto da caccia e da tiro, in parte provenienti dall’eredità Bardini, in parte dalle armi dismesse dalle autorità di polizia, in parte provenienti da depositi, donazioni e prestiti temporanei.

Le armi sono esposte in vetrine antiche che un tempo si trovavano nel Museo degli argenti di Palazzo Pitti a Firenze, nelle sale al primo piano, mentre i coltelli e le armi bianche si trovano in una sala al piano terreno. Tra gli esemplari più pregiati si conservano alcune armi appartenute al Granduca Pietro Leopoldo e a Ferdinando III di Toscana.

Il 14 dicembre 2013 si è aperta una mostra (“ Mosè e gli altri restauri” ) – presso il Museo Storico della Caccia e del Territorio- che ha presentato alcune opere d’arte restaurate l’anno precedente facenti parte dell’Eredità Bardini. Il polo d’attrazione della mostra è rappresentato dal dipinto di Alessandro Gheradini, Mosè e le figlie di Jetro (1690-1700).

Il museo ha anche ospitato un percorso espositivo dedicato all’attività della caccia che si apre, appunto, con l’arazzo che raffigura la “Caccia al cinghiale”, tessuto per la Villa medicea di Poggio a Caiano. La mostra si è tenuta fra ottobre 2014 e gennaio 2015 ed è stata curata da Marilena Tamassia e Mario Scalini

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